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30 novembre 2007
Correva l'anno - 1982-2007: 25 anni dal primo numero del giornale I Siciliani

 

PROGRAMMA

Venerdì 30 novembre

  • Monastero dei Benedettini – Auditorium – ore 16,30

Correva l'anno

introduce: Elena Fava

ne discutono: Elena Brancati, Claudio Fava, Miki Gambino, Adriana Laudani, Antonio Roccuzzo


  • Monastero dei Benedettini - Coro di notte – ore 19,00

Inaugurazione mostra fotografica del primo numero de I Siciliani



Sabato 1 dicembre

  • Monastero dei Benedettini – Coro di notte – ore 9,30

Come raccontare Catania: generazioni a confronto

filo diretto tra i giornali universitari online e i redattori de I Siciliani


  • Monastero dei Benedettini – Coro di notte – ore 16,30

Giustizia, mafia, poteri forti: cos'è cambiato, cos'è perduto

ne discutono: Nando dalla Chiesa, Claudio Fava, Mimmo Fontana, Luciano Granozzi, Antonio Ingroia, Adriana Laudani






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30 novembre 2007
LA PRIMAVERA DI CATANIA - Studenti contro l'odio
Non ne possono più di violenza e di parole declinate all’avvenire, di quel mare nero che dalla Playa pare arrivare fino a Librino e alle falde dell’Etna. «Siamo stanchi di sentire il solito refrain, che noi giovani siamo il futuro. Noi ci consideriamo una potenzialità del presente» riassume Fabrizio Savoca, 25 anni. Studente di giurisprudenza, è uno dei promotori del comitato che raccoglie decine di ragazzi. E aggiunge: «A essere sinceri, i nostri compagni dei licei per ora si sono dati da fare più di noi». Basta sentire suo fratello Gabriele, liceo classico “Mario Cutelli”. Ha 16 anni, parla come ne avesse il doppio. Parole pacate ma ferme. Chiodi, per una certa classe politica. «Intanto vogliamo ribadire il nostro disappunto per i continui episodi di violenza negli stadi, come quello che è costato la vita all’ispettore Raciti o a Gabriele Sandri. Ma vogliamo anche dire che proprio per questo non è un problema di Catania o del mezzogiorno, ma di tutto il paese. È radicato nella cultura e nella società italiana». Oggi un’assemblea all’aula magna del monastero dei benedettini, nel centro storico. Presenti il questore Capomacchia, il presidente del Catania, Pulvirenti, il preside della Facoltà di Lingue, Nunzio Famoso. La vedova Raciti non può partecipare «per motivi familiari», il sindaco forzista Umberto Scapagnini «è stato invitato, non sappiamo se verrà». A lui, ai politici locali, il comitato manda un messaggio di palmare evidenza: «È difficile dialogare con loro e con l’amministrazione provinciale, non ci ascoltano. Eppure proprio l’amministrazione comunale ha distrutto le potenzialità di questa città che è bellissima e piena di risorse, ma per noi ragazzi ora è un posto da cui scappare e di cui vergognarsi». Chissà quanti altri sedicenni come Gabriele siedono tra i banchi delle scuole nella città di Sant’Agata, chissà quanti altri ragazzi hanno capito che si giocano il futuro ancora prima di prendere la patente. Al comitato hanno aderito, tra gli altri, studenti del liceo “Spedalieri”, del “Galilei”, del “Boggio Lera”, del “Principe Umberto”. Una pacifica chiamata alle armi, quelle del dialogo e dell’impegno, che è trasversale come il tema che vuole affrontare il comitato. «Abbiamo promosso questa iniziativa per cercare di abbattere il muro di pregiudizio, di odio e di indifferenza che c’è nel territorio, parlando di calcio per esempio tra la città di Catania e quella di Palermo, come testimoniano i fatti dello scorso 2 febbraio. Ma siamo convinti - dicono all’unisono i fratelli Savoca - che non siamo problemi esclusivamente nostri, ma di tanti altri posti dove i giovani vivono un profondo senso di vuoto. Per questo bisogna capirne i motivi e stimolare la parte positiva di ogni persona, combattendo la violenza in qualunque forma».

Oggi l’appuntamento pubblico all’aula magna, domenica una commemorazione simbolica dell’ispettore Raciti con un corteo che da piazza Bonadies arriverà a piazza Spedini, dove quella maledetta sera danzavano in modo infernale camionette della polizia e ultras in assetto di guerra. È pronta una targa per celebrare quella morte assurda, ma il Comitato 2 dicembre guarda anche più avanti: «Non vogliamo finire nel dimenticatoio, ma nemmeno ci accontentiamo delle solite ricette politiche che lasciano le cose come stanno. Non a caso a sostenerci non ci sono partiti, ma la società civile e le associazioni. Abbiamo delle proposte da fare agli altri studenti e alla città e nell’assemblea ne discuteremo tutti insieme». C’è un futuro da guardare in faccia, una primavera da far diventare estate.

di Salvatore Maria Righi 
da l'Unità 



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5 ottobre 2007
LIBERARE CATANIA - La Sinistra contro il saccheggio della città
 

ASSEMBLEA PUBBLICA
con


CLAUDIO FAVA Capogruppo al parlamento europeo - SD
FRANCESO FORGIONE Presidente commissione parlamentare antimafia - PRC
ORAZIO LICANDRO Capogruppo in commissione parlamentare antimafia - PdCI

Coordina:
Maria Giovanna Italia Presidente Arci


Nel corso del dibattito interverranno donne e uomini dell'associazionismo, dei movimenti, del sindacato, del volontariato, dell'antimafia sociale, dei comitati di lotta catanesi.


VENERDI'
12 OTTOBRE
ORE 18.00
AULA A1
MONASTERO DEI BENEDETTINI




PARTITO DEI COMUNISTI ITALIANI
SINISTRA DEMOCRATICA
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA




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25 settembre 2007
Claudio Fava candidato parlamentare europeo dell'anno per la sua inchiesta sulla CIA
Cari amici, Claudio Fava é stato candidato come parlamentare europeo dell'anno da una giuria internazionale per l'inchiesta condotta a Bruxelles sulle extraordinary renditions e sulle carceri segrete della CIA. La scelta spetta adesso a noi: non si decide nei Palazzi ma si vota on line, in tutta Europa, collegandosi a questo sito: http://www.ev50.com/noflash/
Ci sembra un'occasione importante, non solo perché Claudio è l'unico italiano selezionato ma anche per dare un forte segnale: mostrare cioè che un impegno parlamentare coerente, senza pregiudizi e in cerca della verità, può diventare una politica vincente. Almeno in Europa.



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20 settembre 2007
HO PERSO LE PAROLE - A Cosenza, il 29 settembre
Adesso che abbiamo appreso, per merito della confindustria siciliana, che la vera minaccia alla nostra sicurezza non sono i lavavetri ma i mafiosi possiamo finalmente riprendere a ragionare su Cosa Nostra. Partendo da un’onesta ammissione: il nostro ragionamento s’è assopito e poi definitivamente interrotto molti anni fa, dopo l’ultima vampata stragista della mafia e il suo inabissamento. Inabissamento, non scomparsa: la scelta d’una strategia diversa, un low profile che fino ad oggi – dal punto di vista di Cosa Nostra – certamente ha pagato: meno morti, meno processi, meno allarme sociale… Parallelamente a questa stagione meno rumorosa di Cosa Nostra, s’è radicato un luogo comune, e cioè che con questa mafia si può anche convivere. Senza proclami, senza esibizioni ma con il lento progredire di un’abitudine a parlar d’altro, a indignarsi d’altro, a preoccuparsi d’altro. Come se non vi fosse più allarme sociale. Come se la contabilità dei morti ammazzati, così esigua, fosse la prova che il nostro è finalmente un paese normale.
Senza dircelo, sulla lotta alla mafia abbiamo cominciato a disinvestire energie, risorse, attenzione. Le ultime edizioni della Commissione antimafia sono state deboli e burocratiche, un’occasione per lottizzarsi i consulenti, pochissima attività, relazioni conclusive piene di vento e di parole. Anche a sinistra parlar di mafia e dei temi correlati (quale sviluppo, quale libertà, quale democrazia sono possibili in terra di mafia?) è sfumato in un dibattito ripetitivo, trascinato per necessità e per buona creanza più che per convinzione, senza uno sforzo per aggiornare l’analisi, per andare oltre la mitologia dei corleonesi, per misurare la reale pericolosità sociale ed economica di una mafia capace oggi di dedicarsi totalmente al controllo del territorio senza inutili scorribande contro lo Stato.
A tenere alta la soglia di vigilanza ci hanno pensato alcune procure (non tutte!) e pochi ma tenaci cittadini. Penso a Luigi Ciotti che da vent’anni studia, analizza, fabbrica, propone e bestemmia, spesso isolato, spesso sopportato. Penso a Ivan Lo Bello, il presidente degli industriali siciliani, un giovane imprenditore che ha scelto di operare il più violento strappo culturale nella storia dell’industria siciliana abolendo il vecchio concetto di “neutralità” e pretendendo dai suoi associati il rifiuto al pizzo pena l’espulsione. Penso ai ragazzi di “Addio Pizzo” a Palermo, alla cooperativa Placido Rizzotto che fa vino e olio sulle terre un tempo di Riina, penso ai ragazzini di Locri e ai cronisti di Tele Jato, penso a storie così, a gente che non s’è mai stancata di spiegarci che dietro quel cessate il fuoco c’era la ricostruzione dell’impunità e dell’egemonia mafiosa. Oggi più forte che ai tempi dei corleonesi nella capacità di intercettare pubbliche risorse, controllare il territorio, imporre mediazioni e pretendere sostegno.
A sinistra? Parole prudenti, svagate, episodiche. Con la fastidiosa teorizzatone di un relativismo geografico e morale: per cui ciò che è politicamente inammissibile a Torino o a Bologna, forse può esserlo a Palermo o a Catania. Come leggere altrimenti le parole avventate di Piero Fassino che propone di allargare il centrosinistra in Sicilia all’Udc di Totò Cuffaro, il primo presidente di regione che sia stato mai imputato di favoreggiamento mafioso? Come decifrare l’evocazione del modello di Rudolph Giuliani da parte del ministro Amato per colpire implacabilmente vu’ compra, lavavetri e posteggiatori abusivi senza provare disagio per le cifre che dalla Sicilia o dalla Calabria rotolano su Roma? Il 70% delle attività commerciali e imprenditoriali taglieggiate dalle mafie, fatturati illegali pari ormai ai numeri di una finanziaria…
Bene fa dunque Sinistra Democratica a ripartire da qui: dal sud, dalla sfida di Cosa Nostra e delle altre organizzazioni criminali, dalla disperata battaglia per ritrovare la via di uno sviluppo che non passi attraverso l’assistenzialismo mafioso. Bene fa a proporre a Cosenza, il 29 settembre, la prima iniziativa tematica nazionale del movimento, dimostrando che su questi temi c’è un’urgenza di recuperare sensibilità, vocazioni e parole. Prima che laggiù tornino a sparare. Prima che sia davvero troppo tardi.
Claudio Fava



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POLITICA
10 settembre 2007
La festa a Catania



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POLITICA
7 settembre 2007
Una petizione contro la censura
La censura che Mario Ciancio, il suo giornale e le sue televisioni stanno perpetrando nei confronti del ns compagno Claudio Fava è vergognosa!
Gli ultimi casi di questa lunga censura sono scandalosi e inaccettabili: si omette solo il suo intervento nell'articolo sulla conferenza stampa dell'Unione sull'indagine in corso su Scapagnini, si omette il suo nome nell'articolo sulla visita ad Agrigento di alcuni europarlamentari (notizia riportata da tutti i giornali) a sostegno dei pescatori tunisini arrestati per aver salvato dei clandestini.
Telecolor, dove purtroppo sono rimasti giornalisti senza etica e senza dignità professionale, taglia l'immagine per non inquadrare Fava (sempre in occasione della conferenza stampa già citata).
Faccio una proposta: lanciamo dalla Festa di Sinistra Democratica una raccolta di firme contro la censura attuata in maniera scandalosa nei confronti del compagno Claudio Fava dal quotidiano La Sicilia e da tutti gli altri mezzi d'informazione di proprietà della famiglia Ciancio.
Chiediamo la firma a tutti i compagni, agli invitati (senatori, deputati, sindaci, consiglieri comunali) e ai visitatori della Festa.
Poi chiediamo che firmino anche tutti i leader del centrosinistra: da Bianco alla Finocchiaro.
Infine facciamo una vertenza per la libertà d'informazione in terra di mafia.
giovapuglisi@libero.it



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31 agosto 2007
Assemblea Sinistra democratica
Dal 12 al 16 settembre si svolgerà la prima festa di Sinistra Democratica. Rimangano pochi giorni per l'organizzazione. E' convocata lunedì 3 settembre alle ore 19.00, presso Itaca in via Grottebianche 150, l'assemblea di tutti i militanti ed i simpatizzanti di Sinistra Democratica.
Vi aspettiamo!



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19 luglio 2007
Tassa sulla spazzatura: la lotta continua
Assemblea con i cittadini sulle iniziative contro gli ingiustificabili aumenti della tassa rifiuti solidi urbani (Tarsu).

Martedì 24 luglio 2007 alle ore 19
presso la sede del circolo Città Futura
via conte di Torino 29/I (traversa di Via F.Crispi).

Coordina:
Luca Cangemi (circolo "città futura")

Intervengono:
Maria Merlini (Rifondazione Comunista)

Giusy Milazzo (Cgil)

Domenico Stimolo (Comitato di lotta)


PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA
circolo "città futura".
via conte di Torino 29/I
citta_futura_prc@libero.it



permalink | inviato da giusiviglianisi il 19/7/2007 alle 12:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
19 luglio 2007
Sinistra democratica a Messina
VENERDI' 20 LUGLIO OER 17,30
SALONE DEGLI SPECCHI - PROVINCIA REGIONALE DI MESSINA

avra' luogo una iniziativa pubblica di presentazione del movimento

SINISTRA DEMOCRATICA per il socialismo europeo dal titolo
"UN PROGETTO PER L'UNITA' DELLA SISNISTRA"

Interverranno OLGA DI SERIO D'ANTONA, CLAUDIO FAVA, GIANNI BATTAGLIA ed
altri.

Il futuro della sinistra a Messina passa anche da qui. Pensiamo che valga
la pena di partecipare (nonostante l'estate ed il caldo)...



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